nota: il titolo pare essere un gioco di parole tra il prefisso “epi-“ (dal greco epì=sopra) e magno (ovverosia “grande”), ma “magno” è anche dialettalmente il presente di “magnare” cioè “mangiare”, così come “taffio” è il presente di “taffiare” che ha lo stesso significato…quindi l’ Epitaffio viene trasformato in Epimagno, o qualcosa al di sopra dell’ alimentarsi…
EPI MAGNO
Se mai qualcun negli anni qui a venire
Metterà mano in quella cassapanca
Laddove io custodii, tra le sue spire,
ciò che la mente mia creò, mai stanca
vi troverà gli scritti ed i progetti
rimuginati a lungo e per decenni
taluni un po’ bislacchi od indiretti,
gli uni ben certi, gli altri solo accenni
tra resoconti de li lunghi viaggi
ed esperienze da toccar con dita
ficcati là, dove del sol li raggi
non podarìa ridare a lor la vita.
Son certo, non pensar ch’io alzassi il gomito
Ma medito li metodi, indomito
PANACEA
Stamane allo levarsi dello sole
La mente mia a pensar facea difetto,
non un’idea, né giuochi di parole,
così tornai a girarmi nel mio letto.
Poi, dopo il desco, nessun altra luce
Lanciò gli strali suoi per abbagliarmi
“oh, poffarbacco, questo mi conduce
Di certo e in breve tempo ad ammalarmi!”
Pensai, così mi misi al tavolino
E vi restai fin a sera inoltrata
Temendo nel castigo di un divino
Finché questa poesia non fu creata
Sapendo che una cansonetta al giorno
Di certo toglie il medico di torno.
lunedì 11 gennaio 2010
EPITAFFI ED EPIMAGNI
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