Volgo a te ora lo sguardo, o mia diletta
nell'esalar cotesta cansonetta;
e nel pensier mi fingo altari e lumi,
e incensi, e alcove, e sandali, e profumi.
Ti immagino accasciata sulle cosce,
fasce d'organza in vita e stoffe rosse,
preziose sete e ninnoli d'oriente.
M'immagino: perché tu non hai niente.
Nessuno, a parte me, che ti conosce,
nemmeno mezza amica, né un parente,
né tantomeno pargoletti implumi.
E intanto che d'amore mi consumi,
ti veggo dileguarti senza fretta.
Tu non esisti: ed è la tua vendetta.
lunedì 11 gennaio 2010
DONNA DEL MIO SOGNO
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